La Mindfulness

Lago di Carezza (Trentino Alto Adige, 2017)

 

Tradurre il termine Mindfulness non è semplice nè immediato, perchè di fatto non traduce nè una tecnica, nè una filosofia, nè un comportamento, nè un approccio terapeutico. Ma potremmo dire che contiene in sè alcuni aspetti di tutto ciò e molto altro. Mindfulness originariamente traduce il termine sanscrito sati, di grande ampiezza semantica e difficilmente traducibile con una sola parola. La traduzione più immediata è "consapevolezza"; ma una "consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza momento per momento:

                   

                     a) con intenzione           b) nel presente           c) in modo non giudicante"

                                                  

                                                                                                                                                          (Jon Kabat-Zinn)

Sati è memoria del presente e presenza mentale, è conoscenza di ciò che accade in campo fenomenologico (Bodhi, 2011). Sati, nella tradizione buddista, è una facoltà che occorre coltivare come strada per giungere alla elaborazione delle sofferenze umane, che sono considerate connesse ad una percezione erronea di un io individuale permanente. Superare questa illusione consente alla persona di sperimentare un equilibrio emozionale e un benessere psicologico duraturi.

Questo stato può essere coltivato e stabilizzato attraverso particolari pratiche. Un modo di essere che ci offre quel luogo di sicurezza e pace, ”una base sicura” innata nella nostra naturale costituzione, ma spesso minata dalle sofferenze o dai traumi avvenuti in età precoce.

La parola sati   racchiude quindi in sè consapevolezza, attenzione  e il rammentare.  Ma non nel senso di ricordare cosa ho fatto stamattina o rievocare un trauma infantile; ma si rifersice all'azione di tenere in mente, senza interruzione. (M.Pollack, T. Pedulla, R. Siegel)

La Mindfulness affonda quindi le sue radici nella tradizione e nella filosofia buddista ma non ne comprende gli aspetti più strettamente religiosi. Praticare la Mindfulness quindi, non vuol dire aderire a nessun tipo di credo o rituale religioso: è piuttosto un modo di coltivare la presenza mentale e la consapevolezza sia dei propri processi interni, emotivi, affettivi e cognitivi e di conseguenza, di quelli esterni, cioè di quello che accade intorno a noi, i nostri eventi di vita e le nostre relazioni.

 

 

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